TRATTATO DI SCHERMA COL BASTONE
DA PASSEGGIO - DIFESA PERSONALE
di GIANNINO MARTINELLI (1908)
riedizione curata da G.Galvani, G.Zanini, E.Lorenzi e V.Pitalis
Giannino Martinelli nasce a Casalmorano (CR) il 3 Luglio 1866 e all'età di 15 anni si trasferisce a Milano dove svolge la professione di tipografo per un paio d'anni. Presta poi servizio militare e dai 23 anni inizia la sua attività in sala d'armi che lo porterà alla qualifica di "Maestro di Ginnastica e Scherma".
Uomo attivissimo e promotore di numerosissime Accademie e Tornei di Scherma, fonda a Milano nel 1903 il Club d'Armi Milanese e diventa istruttore di scherma di bastone e difesa personale alla scuola dei Vigili Urbani di Milano, alla quale c
ontribuì con successo tale da spingerlo a scrivere nel 1908 il suo celebre trattato. Fu il nipote del Sergente Giovanni Martinelli medaglia di bronzo al valore e caduto nella battaglia di Custoza ne 1866, nel quadrato per la difesa del Re.
Fino al 1914 la sua attività schermistica ricorre spesso le cronache del Lo sport Illustrato e Il Bollettino della Federazione Schermistica Italiana. Muore a Milano nell'Aprile del 1915 poco prima dell'inizio della Prima guerra Mondiale.
Nel dicembre del 1907 il grandioso successo del saggio che organizzo con gli allievi della squadra del corpo dei Vigili urbani, lo spinse a dare alle stampe il suo trattato su caloroso invito del Commendator Candiani e della municipalità.
Questo manuale rappresenta la testimonianza dello sviluppo in Italia della "difesa personale", disciplina che nasce e si sviluppa in tutta Europa in ambito civile. Il suo approccio è molto "moderno": si basa su una eclettismo tecnico-marziale di diversi sistemi armati e disarmati occidentali, e anche orientali.
"La lotta giapponese", il Ju Jutsu già da qualche anno era di moda in Europa, venne subito inglobata nei vari sistemi di difesa personale. Ecco che la scherma, il pugilato, la savate,la lotta libera e il Ju Jutsu, rappresentarono le "mixed martial arts" della Belle Epoque. E proprio
in quei giorni che nasce per la prima volta la disciplina della "Difesa Personale" o della "defence dans la rue", ovvero quel "combattimento da strada" che tanto si ricerca ai giorni nostri negli stili che hanno fatto tendenza negli ultimi 20 anni di "Arti Marziali".
L'approccio e la struttura tecnica sono squisitamente nuovi e "moderni",così come anche l'esigenza di salvaguardare nei grandi insediamenti urbani la convivenza civile da chi minaccia l'intangibilità personale e la sicurezza, rappresenta un tema attualissimo.
